Liberazione Interdipendenza

[ indietro ]

grafica uccello_LI

Il Centro Territoriale Mammut a Scampia
presenta
Programmazione attività pedagogiche anno 2020/21

 

Percorso ricerca liberazione/interdipendenza

 

Come ogni anno il Centro Territoriale Mammut ha scelto un tema attorno a cui imbastire le trame del nuovo anno.  La nostra premessa di sempre è che non esiste una scienza dell’educazione, perché l’educazione è un’arte che si serve di tutte le scienze, come l’arte di costruire i ponti (per dirla con Dewey), premessa da cui ripartiamo nel proporre il tema della libertà/interdipendenza. L’importante è tenere la rotta ed essere consapevoli che chi propone questo percorso lo fa da un’angolatura preminentemente pedagogica, non essendo filosofo, teologo, antropologo, fisico, medico, ma dovendo cercare la cooperazione di filosofi, teologi, antropologi, fisici, medici e molti altri al fine di effettuare una ricerca autentica e efficace.

Questo è il documento di programmazione elaborato assieme al gruppo di ricerca di docenti e educatori ereditato dagli scorsi anni, e con ill contributo dei tanti amici sparsi che da sempre accompagnano le nostre imprese. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.

Il documento di programmazione si compone di due parti: la prima è relativa al tema/sfondo integratore, la seconda alla presentazione delle attività e dei relativi obiettivi.

Buona lettura, augurandoci di avervi a bordo in un modo o nell’alt

Lo sfondo integratore liberazione/interdipendenza

Il filo dell’elaborazione, il pregresso

Autonomia - Abbiamo lavorato fin qui sul tema dell’autonomia, del riuscire a lasciar andare e sul contare sulle proprie forze indipendentemente da chi ci ha allevato.

Ultima tappa: paura / coraggio - Ultima tappa di questo percorso è stato la paura/coraggio, necessaria per spiccare questo volo in autonomia. Tema su cui l’anno appena trascorso ci ha dato abbondantemente modo di lavorare. 

Il Mito, struttura stratificata - Come tutti i temi aperti negli anni precedenti, anche questo è tutt’altro che “chiuso e risolto”, ma piuttosto è una delle nuove porte aperte attraverso cui ora potremo entrare ed uscire più facilmente, come è stato per i temi degli anni precedenti. Cominciamo così a capire che la struttura di questo nostro Mito è stratificata, fatta di tanti temi e livelli che insieme animano e danno significato al tema scelto di anno in anno come “attuale”.

In attesa - Molti sono nel contempo i temi nuovi, che nell’anno scorso e in quelli precedenti abbiamo messo in attesa, e che aspettano una forma più definitiva.

La proposta

Si tratta di proseguire da dove abbiamo lasciato.

Dopo il tema coraggio/paura per il salto d’autonomia, l’autonomia … abbiamo cominciato a capire come conquistarla. Partiamo da qua.

 

Che fare una volta conquistata l’autonomia?

 

Si affaccia la LIBERTA’ - Ed ecco uno dei temi comparsi verso la fine dell’anno scorso: la libertà, la liberazione, forse sulla spinta dei tanti giorni di reclusione per il virus. 

 

Libertà è parola meravigliosa quanto complessa, fatta di molte parole altrimenti è retorica e superficialità. E’ diversa da autonomia, perché autonomia presuppone di per sé un qualcun altro da cui autonomizzarsi. La libertà no. 

Possiamo farci aiutare per una definizione del termine libertà da un altro termine apparentemente antitetico.

 

Il vice tema - Ed ecco il secondo tema spuntato l’anno scorso, o meglio il “vice tema” che avevamo già scelto per l’anno scorso: l’interdipendenza di tutte le cose.

Vi abbiamo lavorato poco, di più nei percorsi rivolti agli aspetti di ecologia e salute ambientale.

 

La proposta

Ed ecco la proposta: sfondo integratore il binomio LIBERTA’/ INTERDIPENDENZA. 

Si tratta delle due facce di una stessa medaglia. Una faccia è premessa dell’altra.

E’ del resto l’evoluzione naturale del tema dell’autonomia.

 

Una volta fatti i conti con chi ci teneva ‘dipendenti’, ora bisogna cominciare a confrontarci con qualcosa di più intimo, personale, profondo. 

 

Libertà e responsabilità - Una volta che ci siamo liberati di qualcuno che decideva per noi, tocca a noi decidere e riuscire a prenderci tutte le responsabilità delle nostre scelte, senza cercare colpe in altri.

 

Tappa 1 - Il libero arbitrio - Ed ecco la prima tappa del nostro percorso verso la liberazione: IL LIBERO ARBITRIO. 

 

 

Ricerca antropologica aperta - Si tratta di una ricerca antropologica a tutto campo, dove niente è dato per scontato, soprattutto la prevalenza del modello occidentale, dove religione cristiana e psicologia danno per scontata l’esistenza di questa possibilità del libero arbitrio (anche se non in termini così banali).

 

Si parte dai Miti greci - Partiamo dai miti greci, dove c’è sopra a tutti il “Fato” e le faccende per il libero arbitrio cominciano a complicarsi.  

 

Sarà una tappa che comprende un lavoro di analisi scientifica e una serie di consegne personali, per adulti e bambini, al fine di stimolare questo aspetto centrale nel cammino di liberazione. 

 

L’incontrollabile - Una volta “sciolta” questa questione, ecco presentarcene subito un’altra. Anche nelle teorie più convinte che il focus of control sia interno, che il libero arbitrio sia pressoché totale, che l’uomo è l’unico responsabile del proprio destino, trova un piccolo posticino il fatto che possano entrare in gioco fattori non controllabili dalla volontà del singolo, ma al massimo da questo gestibili alla meglio.

 

Con me la prendo ora? - Ed ecco farsi posto quell’elemento personale, intimo, profondo. Non ce la prendiamo più con gli altri nostri simili e quindi non è là che cerchiamo possibili responsabili della nostra sorte.

 

L’influenza dell’invisibile - Ma allora da dove vengono questi elementi che non sono dipendenti da una volontà autonoma dell’individuo?

Ed ecco affacciarsi in una maniera più matura il tema ancestrale dell’influenza dell’invisibile, dell’invendibile e che pure c’è ed è capace di far prendere alle nostre vite pieghe per noi inimmaginabili.
 

Tappa 2: Il senso profondo del Mito - Entriamo così nel pieno del Mito: i racconti che l’umanità ha trovato per dare un senso a questo aspetto intangibile della vita, settore capace di dargli una forza portentosa e allo staso di terrorizzarlo. L’invedibile, l’ultraterreno, l’incontrollabile, la divinità o qualsiasi altro nome vogliamo dargli.

 

La visione - Il principio di questa seconda tappa è semplicemente la folgorazione della visione. Lo sgomento o la gioia immensa dell’incontro con questa dimensione. Non negarla ma entrarci e dosare la propria dimensione di esserci dentro. 

 

I  conti con l’onnipotenza - Quando l’uomo progetta Dio ride, dice un proverbio masai. Eppure l’uomo non può che continuare a progettare. Ma in una nuova consapevolezza più matura. L’uomo propone e Dio dispone dice un altro proverbio. In questo ambito ci sono ovviamente gradazioni molto differenti da filosofia a filosofia, da religione a religione, da approccio scientifico ad approccio scientifico.

 

Ma la nuova consapevolezza si fonda su questo tassello: per quanto autonomo l’uomo possa essere non è onnipotente e non ha il controllo di tutto l’accadibile, a partire dalle cose che gli permettono di rimanere in vita, come il respiro e il battito del cuore.

 

Miti africani - I miti e la cultura d’Africa ci saranno molto utili in questa tappa, essendo in molte parti di quel Continente la linea di separazione/unione tra mondo visibile e invisibile protagonista della vita dei vivi molto più che in altre culture.

 

Orizzonte delle ipotesi - Messo a fuoco questa seconda tappa, che fare? Ed ecco che nella ricerca di una soluzione si fanno strada possibili ipotesi.

 

Scoperta dell’interdipendenza di tutte le cose - Una prima può appunto essere un’ulteriore consapevolezza: nessun essere può fare a meno del resto del cosmo (inteso, innanzitutto, nel senso più strettamente materiale) per esistere.

Ogni essere è intimamente e inestricabilmente dipendente da quel sistema complesso che è l’Universo. Anche la conchiglia più piccola del mare ha bisogno del Sole per continuare ad essere. Aspetto questo che è possibile sviscerare dall’angolatura delle scienze naturali, come da quella delle scienze sociali. 

 

Interdipendenza  - Ed ecco quindi l’INTERDIPENDENZA di tutte le cose.

La dipendenza perde la sua accezione dispotica e negativa per diventare possibile armonia, concerto cosmico, alchimia suprema e necessaria. Diventa così questa la tappa principale del nostro viaggio. Come fare a stabilire un equilibrio sano in questa dimensione, a trovare il proprio posto nell’orchestra, il proprio strumento, il proprio tono e perdersi così nell’armonia collettiva?

 

 

 

Tappa 3 – La preghiera - Ed ecco l’ultima tappa del viaggio.

Il tentativo di stabile una comunione, una comunicazione autentica e profonda, tutt’altro che formale, un incontro di affidamento filiale a questa dimensione. Tentativo di comunicazione ed ultima tappa che chiamiamo … PREGHIERA. 

 

 

Cosa dobbiamo intendere come preghiera - Occorre circoscrivere il significato del termine preghiera.

La centratura è sempre la ricerca antropologica, laica e scientifica, ma allo stesso tempo  capace di divenire trasformatrice delle vite individuali e collettive.

 

Il focus della ricerca - Focus della ricerca con i bambini è dunque un viaggio analitico-intuitivo tra i riti e i miti con cui l'umanità ha finora cercato di comunicare con l'ultraterreno.

A partire dai primi ritrovamenti tombali di 'oggetti preghiera' fino alla Dea madre, a religioni e filosofie del nostro tempo, fisica quantistica compresa. Partiremmo con il racconto mitico greco, focalizzandolo sullo sfondo preghiera. 

 

Visione universale - Non dobbiamo ignorare quanto i pedagogisti che hanno inciso sul modo di fare scuola fossero ispirati da una dimensione universale, da quelli più scientifici come Montessori, ai più metafisici come Steiner. Al loro approccio e alle relative ispirazioni verrà dedicata una sessione apposita di questo nostro percorso.

 

 

Aperti alla ricerca personale - Il lancio, che effettuiamo in genere a inizio percorso ogni anno, avviene in maniera separata con gli adulti e i bambini ed è, per entrambi, un aggancio a una possibile ricerca personale. Per i dettagli rimandiamo alla parte 2^ di questo documento dove vendono descritte le attività.

L'autonomia conquistata supera la paura di essere annullati, manipolati, sopraffatti e ci permette di affidarci con amorevolezza a qualcuno o qualcosa al di là del nostro falso ego e dell'illusione di onnipotenza infantile.

Riuscire ad entrare di nuovo o per la prima volta nell'ordine dell’armonia generale del Creato, trovando la collocazione terrena/ultraterrena che cercavamo.

E’ questa forse la libertà. 

 

Mito, umanità, divinità - E’ tempo per il  nostro percorso mitico (che va avanti ormai da 14 anni) di approfondire l'argomento, perché il fulcro del Mito in antropologia è il rapporto uomo divinità e mistero.

In ognuno dei racconti mitici c'è preghiera e nella nostra ricerca possiamo sviscerare questo aspetto centrale.

 

Progetto multidisciplinare - Le materie coinvolgibili ci sono tutte, dall’italiano, alla motricità, a arte immagine, alle scienze naturali e sociali. C’è la possibilità di far pace con l’ora di religione.

 

La sensibilità spirituale dei bambini - Partiamo dalla premessa che i bambini siano più avanti di noi rispetto a questi argomenti, soprattutto se adeguatamente stimolati o meglio non disturbati.

 

Un viaggio scientifico e personale - Dunque la proposta della preghiera in particolare e delle altre tappe in generale, è la proposta di un viaggio scientifico ma allo stesso tempo intimo, nella ricerca di un proprio equilibrio di “comunicazione/comunione” con l’armonia cosmica. Equilibrio che non può essere che unico e diverso per ciascuno, a partire da conoscenza analitica e consapevolezza/contatto con sé e l'altro. 

 

Ripensare il senso di religione - La scuola ha buttato l'acqua sporca con il bambino a proposito di religione. Dobbiamo recuperare il bambino. Mi sembra sia un'esigenza fondamentale del nostro tempo, riconnetterci con la dimensione spirituale partendo dai bambini e da quello che possono aiutarci ad imparare. E’ un'urgenza del nostro tempo. 

 

Amici di vita spirituale - Abbiamo molti amici che potrebbero accompagnarci in questa esperienza.

Buddisti, cristiani, induisti ed esponenti di altre religioni e filosofie, oltre ad antropologi,  psicologi, fisici e perché una delle basi del discorso ha origine e tocca come sempre il rapporto con le prime divinità del neonato, i genitori o i cosiddetti cure giver più in generale. 

 

La visione universale dei pedagogisti - Avremo modo di visitare come l’idea dell’armonia universale ha portato i principali pedagogisti ad elaborare il proprio modello di lavoro, comprendendo autori non occidentali ma fondamentali sull’argomento, come l’omologo giapponese di Dewey, di T. Makiguchi.

 

Potremo contare su un accompagnamento teorico ampio e ricco.

A partire da Panikkar, sacerdote cristiano e al contempo induista e buddista, iniziatore del percorso più attuale sul dialogo interreligioso nel nostro tempo. 

 

Percorsi sovrapponibili - Tappe e percorsi da intendersi in maniera fluida e sovrapponibili, con incontri e laboratori che attraversano trasversalmente tutto l’anno.

 

 

In sintesi - Ricapitolando

 

Tema sfondo 2020/2021     LIBERTÀ / INTERDIPENDENZA

 

prima tappa                           - libero arbitrio

 

seconda tappa                       - scorgo l’invisibile/scopro l’interdipendenza

 

terza tappa                             - la preghiera 

 

Indicazioni metodologiche

Agire nella sperimentazione migliorativa della pedagogia delle tane, con gli strumenti e i presupposti metodologici messi a punto.
Partendo da una condivisione iniziale rigorosa che caratterizza il modello della ricerca azione, dalla fase di programmazione a quella di verifica e riprogrammazione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Programma operativo anno 2020/2021

Le attività a cui prendere parte

“Ho potuto osservare in realtà che l’autonomia è l’accettazione incondizionata della propria dipendenza dal mondo, dai propri riferimenti, e che la condizione umana si fonda inevitabilmente, a partire dalla nascita, sull’accettazione della dialettica io-mondo”.  (Mario Mastropaolo, La mia Gestalt, Ed. Effigi, 2020)

 

Il tema “Liberazione/Interdipendenza” è lo sfondo integratore delle attività dell’anno 2020/2021.

L’evoluzione personale e collettiva delle persone che prenderanno parte alla sperimentazione metodologica continua ad essere il vero oggetto della ricerca.

Le nuove sfide - Molte sono le novità e le sfide che ci pone il nuovo tempo, a vari livelli. Abbiamo perciò pensato ad una struttura organizzativa e ad una programmazione per guadare il fiume. Ben consapevoli che quando l’uomo progetta Dio ride.

Questo è lo schema organizzativo a cui intendiamo rifarci per l’anno prossimo. 

Premessa

La programmazione che segue tiene conto principalmente di due elementi emersi durante lo scorso anno.

Primo elemento - Il primo riguarda la graduale quanto costante richiesta da parte di gruppi e persone di Napoli, ma anche del resto d’Italia, di prendere parte alla ricerca Mammut.

Secondo elemento - Il secondo è relativo alla necessità di mettere in campo una formazione effettiva e rigorosa, perché la ricerca sia davvero ricerca finalizzata al cambiamento di scuole e persone.

1 – apertura - La prima è dunque un’esigenza di apertura, che nasce dalla curiosità e dalla felicità di condividere quanto più.

2 – rigore - la seconda è un’esigenza di rigore, di assicurare senso ed effettività non solo a coloro i quali condivideranno con noi il percorso in maniera più stretta, ma soprattutto perché la scuola diventi un luogo diverso. Ed è per questo che abbiamo pensato ad una riorganizzazione generale delle attività Mammut a partire dal settembre 2020.

 

L’A.PE - Liberazione attraverso pedagogia

         Poliscuola / Università di strada

 Il Mammut va sempre più configurandosi come spazio e tempo della crescita personale e professionale, a partire da possibilità e criticità incontrate sul campo.

L’approccio a cui ci ispiriamo è quello perseguito dai maestri della scuola attiva, basato principalmente sulla cooperazione nella sperimentazione su di sé di percorsi e metodologie attive.

Di seguito i settori organizzativi del Centro Territoriale Mammut i a cui faranno capo le singole attività.

 

1 – Poli Scuole/Università di strada

Fornisce la base esperienziale all’attività di rielaborazione dell’”Università di strada”. E’ il lavoro di affiancamento, supervisione, coprogettazione svolta nelle scuole.  

L’anno prossimo, ancora più di quest’anno, ci è data la possibilità di avere molti e importanti luoghi di sperimentazione, quelle che noi chiamiamo “tane” (vedi sul sito www.mammutnapoli.org: pedagogia delle tane).  Accanto alle scuole di Scampia e Monterosa, anima della nostra sperimentazione, ci sarà la possibilità di lavorare in aule di altri quartieri e città (Modena e Potenza, soprattutto).  

E’ questo il nucleo centrale di sperimentazione de L’A.P.E., che vorremmo far crescere negli anni, non tanto numericamente quanto qualitativamente, soprattutto per la capacità di fare ricerca cooperativa.

Il gruppo lavora nello sviluppo della mappa di ricerca- azione individuale e collettiva.  Una cosmogonia di maestre e maestri di scuole diverse e geograficamente lontane, che però condividono valori e principi al punto da poter diventare “una scuola”, è la principale aspirazione di questa attività.

Singoli e gruppi che parteciperanno al percorso di ricerca partono da settembre 2020 e terminano a giungo 2021.

Di seguito, in linea di massima, il cronoprogramma delle attività.

 

 

CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVITA’

Luglio/agosto: sono ad oggi attivi  3 gruppi di lettura attorno ai seguenti testi:

L’educazione creativa, di T. Makiguchi, ed. La Nuova Italia; Sud e Magia, di E. De Martino; Pedagogia della speranza, P. Freire, Ed. Ega.

 I  gruppi sono aperti anche a chi non partecipa all’intero percorso di ricerca, impegnandosi nella cooperazione con i propri compagni di lettura nel raggiungimento degli obiettivi di ricerca del gruppo nel suo insieme.

Settembre/ottobre 2020

primo incontro e lancio alla città di tema e percorsi dell’anno

N.3 incontri formazione esperienziale e patto di lavoro

 

ottobre/dicembre 2020

 

Poli Scuole

lancio con racconto teatrale mitico nelle scuole. nei cortili e con i bambini e avvio percorsi di ricerca tra scuole e spazi significativi e disponibili della città.

Relativamente al tema con i bambini le attività ruoteranno intorno alla prima tappa  “Il libero arbitrio” con racconti, cerchi filosofico scientifici, percorsi laboratoriali in giro per la città, Mammutbus e altro che il gruppo inventerà.

Attività per lo più svolte in autonomia da singoli maestri o sottogruppi, ma sempre nella cornice di una sperimentazione il più rigorosa possibile.

Università di strada

Percorso formazione e ricerca tematica adulti: 1 incontro ogni 35 giorni circa (5 settimane)
Percorso formazione su ricerca azione e metodologia pedagogia attiva adulti: 1 incontro ogni 40 giorni circa.
Gruppi di lettura. Procede per sottogruppi, con un incontro in plenaria di una volta al mese.
Incontri via web e per sottogruppi tra singoli maestri o gruppi di coordinamento specifici.

Uscita numero Barrito cartaceo e aggiornamento quindicinale Barrito on line.
Uscita giornale di ricerca pedagogica L’A.PE

 

 Gennaio/Marzo 2021

La programmazione segue lo stesso ritmo riportato nei mesi precedenti.

A gennaio vengono lanciati nelle scuole racconti e consegne riguardanti la seconda tappa: l’interdipendenza di tutte le cose, con le attività di cui sopra.

A marzo pubblicheremo il numero del Barrito dei Piccoli e il giornale L’A.PE

 

Aprile/Giugno

La programmazione segue lo stesso ritmo riportato nei mesi precedenti.

A gennaio vengono lanciati nelle scuole racconti e consegne riguardanti la terza tappa: La preghiera, con le attività di cui sopra.

In maggio il percorso prevede un momento di chiusura e condivisione nelle diverse città partecipanti ispirato all’Esposizione (vedi tra i materiali: Esposizione)

A giugno pubblicheremo il numero del Barrito dei Piccoli e il giornale L’A.PE.

Sempre in giugno il gruppo di ricerca fa verifica e riprogrammazione, presentando alla città i risultati della ricerca in un momento pubblico.

 

Università di strada – formazione, supervisione e ricerca

Per singoli e gruppi che non riescono ad impegnarsi in tutto il percorso di ricerca, L’A.PE mette in campo cicli di incontri di formazione esperienziale a partire dalle possibilità e criticità incontrate dagli operatori su campo.

Si tratta di una condivisione dei principi e delle metodologie di base di ricerca azione, pedagogia attiva e relazione di aiuto, sperimentate attraverso la comunicazione teatrale, disegno, pittura, gioco, circoli narrativi ma anche momenti lezioni frontali. Si tratta in sostanza degli stessi cerchi scientifici filosofici realizzati con i bambini a scuola, dove insieme si impara dall’esperienza che ciascuno dei partecipanti porta al gruppo dal proprio lavoro su campo. Gli incontri sono condotti dal Mammut in un’ottica di supervisione di gruppo.

Oltre ai percorsi che saranno svolti presso le sedi degli enti che ne faranno richiesta, anche quest’ anno il Mammut propone un percorso base che si svolgerà a Napoli da gennaio a maggio 2021, con incontri cadenzati ogni 20 giorni.

Fanno parte di queste attività presentazioni di libri e gruppi di lettura, seminari e singole occasione di incontro confronto a partire dai materiali utili alla ricerca.

STRUMENTI PER LA RICERCA

 

Per lo svolgimento del nostro programma potremo contare su strutture e strumenti descritti di seguito.

L’A.PE – come patrimonio di relazioni

Il bagaglio di relazioni, conoscenze, esperienze e professionalità messo insieme in questi 20 anni dal gruppo che sta alla base del Centro Territoriale Mammut.

I suoi percorsi di studio e ricerca sono rivolti agli adulti in cerca di un cambiamento/miglioramento personale e professionale e sono stati in buona parte già descritti in precedenza. Ci limitiamo qui a riportare tipologia e cadenza prevista degli incontri.

 

Percorsi di ricerca e formazione tematica.

Il tema liberazione/interdipendenza diventa oggetto di ricerca del gruppo di lavoro a partire dagli incontri guidati da chi fa ne fa esperienza e ragione di vita.

Ogni 40 giorni circa è previsto un incontro (dalle 3 alle 8 ore) con africanisti, antropologi, psicologi, medici, pedagogisti ed esponenti delle principali filosofie e religioni capaci di interrogarsi attorno al tema proposto.

Il primo incontro è previsto per ottobre 2020, l’ultimo per luglio per un totale di circa 8 incontri.

Il percorso acquista senso e spessore soprattutto se riferito a quanto parallelamente andremo sperimentando con i bambini e i loro insegnamenti.

 

Percorso formazione su ricerca azione e metodologia pedagogia attiva adulti: 1 incontro ogni 60 giorni circa. Percorso riservato al gruppo che partecipa all’intero percorso di ricerca azione con le proprie classi da settembre a giugno.

Cicli di formazione/ricerca su richiesta di singoli enti

 

Percorso base di formazione/ricerca attraverso supervisione metodologica di gruppo e comunicazione teatrale, che si svolgerà a Napoli da gennaio a maggio 2021, con incontri cadenzati ogni 20 giorni

 _Gruppi di lettura. A partire da luglio ce ne sono tre già in attività, aperti a chi chiederà di partecipare gratuiti. Questi i testi attorno a cui i gruppi si sono radunati:

L’educazione creativa, di T. Makiguchi, ed. La Nuova Italia; Sud e Magia, di E. De Martino; Pedagogia della speranza, P. Freire, Ed. Ega.

 I  gruppi sono aperti anche a chi non partecipa all’intero percorso di ricerca, impegnandosi nella cooperazione con i propri compagni di lettura nel raggiungimento degli obiettivi di ricerca del gruppo nel suo insieme.

 

   2. L’A.PE - Giornale di ricerca pedagogica  

Lancio del giornale - Lancio L’anno nuovo si aprirà con il lancio di una nuova esperienza editoriale del Mammut: un giornale di ricerca pedagogica a partire da quanto i singoli e il gruppo di ricerca andrà sperimentando nelle proprie aule. Si tratta di un giornale on line multimediale, che potrà contare quindi anche su altri linguaggi oltre alla scrittura.

Taglio scientifico ma aperto - Il taglio è quello proprio della ricerca, basato anche sulla valenza “scientifica” di quanto proposto alla comunità di ricerca. Ma anche sulla narrazione disinteressata di quotidianità e profili personali di grandi e piccoli, se in qualche modo significativi ai fini della ricerca.

La finalità rimane promuovere in maniera rigorosa un’idea di scuola basata sulla liberazione di adulti e bambini, a partire da curiosità e piacere dell’apprendimento. Da evitare assolutamente lamenti, narcisismi e opinionismi sotuttoio.

Mettendo in luce le cose che non vanno e valorizzando al massimo quanto appare come seme di futuro auspicabile.

Giornale on line - Il giornale viene pubblicato on line con aggiornamenti quindicinali e un nuovo numero ogni 40 giorni. In occasioni pubbliche viene pubblicato un estratto per la condivisione dei principali contenuti della ricerca.

Il gruppo di redazione - Il giornale è frutto del lavoro di un nucleo di redazione che si assume il compito di coordinare e promuovere l’attività di inchiesta e ricerca svolto dal giornale. Nucleo di redazione composto per lo più da maestri e operatori che prendono parte alla sperimentazione pedagogica.

Appuntamenti formativi - Al fine di poter svolgere al meglio questo compito, fin da settembre verranno svolte formazioni e altri incontri funzionali al rigore scientifico nella scrittura degli articoli.

 

3 - Il Barrito dei Piccoli

Giornale cartaceo e on line, tra i più importanti strumenti di pedagogia attiva utilizzato dal Mammut nella sperimentazione di scrittura collettiva attorno al tema dell’anno. Si compone dei percorsi di quotidianità svolti in aula con i bambini nell’ambito della sperimentazione attorno al tema, ma ha la finalità di diventare prodotto ambito anche da chi non ha partecipato al percorso. E’ distribuito nelle principali librerie di Napoli e in altre città italiane. La sua versione on line ha visto un importante rilancio nei mesi dell’emergenza sanitaria della primavera 2020.

Al giornale partecipano grandi e piccini, artisti e studiosi noti e meno noti, senza che queste differenze vengano messe in rilievo all’interno del giornale.

 

4 - Poli Scuole – gli spazi della sperimentazione nelle aule scolastiche, ma anche in altri luoghi significativi della città.

 

5 - La sede Mammut – in piazza Giovanni Paolo II a Scampia, polo di sperimentazione della pedagogia attiva e spazio a disposizione di scuole e altri gruppi dell’intera città, nell’ottica di una coesione sociale tutta da inventarsi nella delle dualità.

Anche se la disponibilità dei locali quest’anno è subordinata più che mai alla possibilità di accedere a fondi privati e all’attivazione di persone e gruppi qualificati.

 

6 – Il Mammutbus – Ludobus/Centro Territoriale itinerante finalizzato alla sperimentazione pedagogica e sociale e basata sul concetto di recuperare la strada con i bambini, restituendo loro  spazi di libertà urbana e perorare la causa di una città a misura di bambino (Vedi materiali Mammutbus).

Piccola mediateca e bibliografia

Presso i locali del Centro Mammut a Scampia abbiamo una piccola mediateca, contenente materiali anche rari, donati in questi anni da generosi cultori delle scienze sociali. La mediateca e i suoi materiali sono a disposizione della ricerca.

Tra gli obiettivi c’è anche quello di incrementare la nostra bibliografia attorno ai temi che ci interessano, così riportiamo di seguito i primi titoli proposti per il nuovo anno.

Tra Dio e Cosmo, di R. Panikkar, Ed. Laterza, 2019
La mia Gestalt, di M. Mastropaolo, Ed. Effigi, 2020
L’ordine del tempo, di C. Rovelli, Ed. Adephi, 2017
Planta Revolution, di S. Mancuso, Ed. Giunti,  2017
L’educazione creativa, di T. Makiguchi, ed. La Nuova Italia;
Sud e Magia, di E. De Martino, Ed. Feltrinelli, 2013
Pedagogia della speranza, P. Freire, Ed. Ega.
Il nuovo disegnare con la parte destra del cervello, di Betty Edwards, Ed. Longanesi & C., 1999

I  gruppi sono aperti anche a chi non partecipa all’intero percorso di ricerca, impegnandosi nella cooperazione con i propri compagni di lettura nel raggiungimento degli obiettivi di ricerca del gruppo nel suo insieme.

Come iscriversi e partecipare

Per partecipare ad una delle modalità sopra riportate ecco i contatti a cui scrivere o chiamare.

mammut.napoli@gmail.com – cell 338 5021673

 

 

[ indietro ]

Sviluppo PanPot