Breakdance Mammut Settembre 2014 - Luglio 2015

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Settembre 2014 - Luglio 201

Breakdance al Mammut è un’esperienza consolidata da anni e proprio per le caratteristiche della sua organizzazione riesce ad avere stabilità e continuità anche nei momenti difficili, visto che non richiede spese particolari o la necessità di ruoli professionali che vengono retribuiti.

Essa infatti è basata su un reciproco scambio: giovani adulti appassionati di break, che hanno bisogno di uno spazio dove ballare, offrono le loro competenze ai bambini e ai ragazzi che hanno voglia di imparare. L’incontro tra queste due esigenze crea un’alchimia particolare, che si sviluppa nel contesto Mammut che rappresenta una cornice di contenimento spaziale, ma anche di conferimento di senso all’esperienza.

Un senso che è cresciuto nel tempo e nello scambio che ha fatto sviluppare nuove idee ed evoluzioni in base alla contaminazione tra le persone e i gruppi, nel confronto delle specifiche differenze individuali che nel tempo hanno trovato un registro comune, maturato idee e obiettivi.

In tale direzione quest’anno di BreakdanceMammut è stato veramente molto ricco!

Da settembre lo spazio di allenamento serale, che coinvolge prevalentemente i più grandi è diventato molto vivo e affollato, al Mammut ci sono venuti ragazzi e ragazze da tutte le parti di Napoli e non solo: Centro, periferia (San Giovanni, Pianura), ma anche Rione Traiano, Vomero, Casoria, Terzigno, Melito, Gigliano, Aversa, Salerno, ecc.

Gli allenamenti al Mammut sono diventati appuntamenti stabili, a cui ognuno vi partecipava con grande piacere: perché si incontrano gli amici, ci si poteva confrontare imparando ed insegnando allo stesso tempo, e poi, al Mammut, si sa, c’è aria di casa e ci sono quei piccoli che sono uno sballo e quegli adolescenti che tanto si impegnano nella break.

Il fatto di essere a Scampia, poi, ha rappresentato un valore aggiunto: superate le resistenze iniziali e la sorpresa che un contesto così bello fosse proprio lì, molti giovani adulti anche esterni alla UNS (Crew che cura i laboratori al Mammut) hanno partecipato attivamente comprendendo il senso dell’esperienza.

Tale gruppo di B-Boy e B-Girl (ballerino/a di breakdance) di cui fanno parte anche i ragazzi della UNS, nell’obiettivo di far crescere la ‘scena hip hop’ napoletana, hanno cominciato ad organizzare dei workshop formativi con ballerini di break di grande spessore ed anche riconoscimento nazionale ed internazionale.

Indipendentemente dal luogo in cui si svolgeva il workshop i ragazzi della UNS hanno fatto sì che ognuno di questi bravissimi ballerini passasse una serata al Mammut, esperienze che per i più piccoli sono state ricche di stimoli.

A dicembre i ragazzi decidono di organizzare un workshop proprio al Mammut il con il BBoy d’eccezione è Quic Rojas, venuto addirittura dall’America!! La serata è stata veramente speciale, con un momento culminante in cui, visto il grande numero di partecipanti (circa 40 bboy), si è deciso di usare lo spazio esterno: tutti sotto al colonnato!

Un scena davvero bella, tanti giovani impegnati a imparare, che occupavano la strada, vivevano lo spazio pubblico, sentendolo loro! E i passanti si fermavano a guardare colpiti dalla scena insolita.     

Il gruppo dei piccoli partecipanti al laboratorio break si è molto giovato di questo movimento vitale che si è creato, osservando esempi, ricevendo stimoli importanti e soprattutto avendo anche la possibilità di confrontarsi con diversi stili di ballo, attivando quindi una ricerca personale del loro stile prendendo qualcosa un po’ da ognuno e rielaborandola in base al proprio corpo e alle proprie attitudini fisiche.

Nel periodo di particolare difficoltà attraversato dal Centro verso febbraio, il laboratorio break rivolto ai bambini e agli adolescenti ha subito uno scossone.

Ci siamo interrogati se era il caso di interrompere il laboratorio break, dando spazio solo all’allenamento, o se ridare energia e concentrazione, la volontà di tutti gli adulti coinvolti ha, naturalmente, scelto al seconda opzione, quindi gradualmente il laboratorio break (che aveva visto anche un decremento dei partecipanti) ha ritrovato suo vigore e motivazione, ha ritrovato quel clima speciale che solo la mescolanza di ingredienti molto diversi tra loro può dare.

Tale momento ha rappresentato un’importante verifica anche nella possibilità di portare avanti il laboratorio break solo con le forze dei giovani ballerini, fornendoci la consapevolezza che se tale spezio intende coinvolgere bambini o adolescenti richiede necessariamente anche la presenza di un adulto che svolga una funzione educativa che si affianchi ai ballerini visto il bisogno di avere uno sguardo attento alla relazione e la capacità di gestire la naturale complessità che si sviluppa nelle dinamiche tra bambini ed tra adolescenti.

A giugno, decidiamo finalmente di organizzare una JAM!!

La JAM (=marmellata) è un evento hip hop in cui si esprimono tutte le sue discipline: writing, break, dj, rap, un momento festoso di scambio in cui attraverso la competizione espressa nei battle (=battaglia) si ci confronta con gli altri dando il meglio di se, misurando i propri limiti e le proprie capacità, capendo dove dover migliorare. La JAM è un importante terreno di crescita ed evoluzione personale rispetto alla propria disciplina, oltre ad essere un momento di festa in cui incontrare amici e stare bene insieme!

I ragazzi su fb così invitano gli amici: “Dopo anni di collaborazione tra il Centro Mammut, l'UNS Crew e le realtà hip hop della zona. Finalmente abbiamo deciso di mettere su una JAM che rappresentasse i collegamenti tra questi collettivi e questi luoghi. Il nostro non vuole essere un evento mirato solo ai bboy ma una festa per tutto il quartiere. Spegnete i ventilatori e mettitev e lent a sol, SCAMPIA SUMMER JAM is coming...”.

Non c’erano parole da aggiungere, gli intenti erano comuni, e costruiti nella condivisione e nella contaminazione di idee avvenuta nel tempo, all’unanimità infatti si sceglie di dare uno stile molto aperto a questo evento, senza pagare un’entrata o l’iscrizione ai battle, con diverse proposte di spazi di ballo, con la possibilità di far pittare le 12 colonne sopra al tetto del Mammut, senza affidarsi agli artisti più bravi ma dando spazio a tutti, anche il Rap nulla di strutturato, open mic (=microfono aperto) per chi ne aveva voglia. Una JAM un po’ OLD STYLE che veicolasse i valori base dell’HIP HOP, e praticasse quelle parole che i ragazzi tante volte ripetono nel loro saluti ma che con l’avvento della commercializzazione di questo mondo rischiano di andare perduti.

Il ‘finalmente’ era un sentimento assolutamente comune, visto che da anni ne parlavamo, ma c’erano stati sempre motivi che ci avevano bloccato, il desiderio era quello di far vivere ai bambini, ai ragazzini del quartiere ed al quartiere stesso il bel clima che si respira in questi eventi dove la competizione rappresenta evoluzione e crescita, dove è tutto un po’ spettacolare dalle acrobazie della break ai disegni sui muri fatti con varie tecniche!

La festa c’è stata ed è stata bellissima, tutti sono stati bene! Ed il quartiere ha partecipato vivamente a questo evento, rimanendone sorpreso e desideroso di ripeterlo!

Un commento di un papà: “Questa sì che è stata una festa speciale, io queste cose le ho viste solo in televisione, mai le avevo viste da vicino!”.

La JAM oltre a rappresentare un momento importante per il quartiere ha rappresentato un terreno di condivisione importante per tutti i ragazzi che frequentano il Mammut e sono legati al mondo dell’hip hop, ognuno ha dato il suo contributo, cooperando e partecipando all’organizzazione!

Un modo molto bello per chiudere un anno, ricco di emozioni ma a tratti molto difficile, un modo che ci apre visuali e orizzonti per il futuro!

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