Concorso Aiuto/Sgarrupo

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Il 4 febbraio alle  ore 12.00 presso la sede centrale del Quinto Circolo Didattico di Napoli "Eugenio Montale", via della Resistenza 11 K, sono stati proclamati i vincitori del concorso Aiuto/Sgarrupo realizzato dal Mammut in collaborazione con il quotidiano Il Mattino di Napoli. A partire da domani 5 febbraio fino alla fine del mese troveremo i loro articoli sul quotidiano della nostra città.

 

Primo classificato: Simone Roberto

5C Circolo Didattico Eugenio Montale plesso Il Giardino di Montale

La caduta della nonna
Per la capacità di sintetizzare il racconto e la maturità dimostrata nell'accettare le avversità. Capendo che in certi casi anche uno sgarrupo nella vita può diventare aiuto

Secondi classificati ex aequo:
 

Alessia Carluccio 

3B Istituto Comprensivo Alpi Levi
Per aiutare andai e un guaio combinai. Per la piacevolezza del racconto e la proprietà di linguaggio. E per la solidarietà dimostrata verso gli anziani
 

Vincenzo Secondulfo

5 D Circolo Didattico Eugenio Montale plesso Il Giardino di Montale

Un giorno al mare. Per la vivacità della narrazione e il linguaggio accurato e appropriato e per la capacità di capire che i ruoli, anche in un gioco, vanno rispettati
 

Terzo Classificato

Giulia Esposito

 4B Circolo Didattico Eugenio Montale

L'aiuto sbagliato.Per come ha saputo raccontare non solo con le parole ma anche con i disegni una piccola disavventura e per la vivacità del quadretto familiare


Menzione speciale:

Senza titolo
Di Sofia Lo Bascio

3B  Circolo Didattico Eugenio Montale

Per la spontaneità e il rispetto con cui ha raccontato il rapporto con il nonno e il rapporto con la natura


Ai racconti delle maestre va il Primo premio ex aequo.

ELVIRA QUAGLIARELLA

Le voci di Napoli ha la grazia di un bozzetto eduardiano e un'ammirevole
capacità di tratteggiare con arguzia e simpatia personaggi e situazioni
che non sfigurerebbero in una messinscena.

DANIELA IZZO
Aiuto sgarrupo rilette con tenerezza l'entusiasmo che nasce dal rapporto
con i bambini anche nei momenti più difficili evidenziando, nello stesso
tempo, i limiti di normative poco elastiche.

Aiuto Sgarrupo

Questa volta siamo partiti dal detto napoletano “vaco p’aiuto e trovo sgarrupo” (cerco aiuto e trovo difficoltà) per una riflessione collettiva che allo stesso tempo si fa inchiesta di territorio attorno alla relazione d’aiuto. La saggezza popolare ha anticipato di molti secoli psicologia e altre scienze sociali mettendo in risalto il lato ombra che può celarsi dietro a chi offre protezione e conforto: lo “sgarrupo”, ovvero il danno ulteriore alla situazione che si pretendeva migliorare.

Oggi, che alla sapienza antica viene affiancata una nutrita letteratura scientifica, sarebbe auspicabile che chi vuole aiutare riesca a farlo un po’ meglio di ieri. Per citare solo un paio di autori importanti per il nostro tema: il filosofo e pedagogista Ivan Illich, con i suoi lucidi avvertimenti sull’eccessiva medicalizzazione della società moderna; Eric Berne e la psicologia transazionale con approfondimenti come quelli proposti da Karpman con  il suo triangolo drammatico. Altrettanti i miti le favole sull’argomento, tra cui  “La città”, racconto di Armin Greder, edito da Orecchio Acerbo e  portato dal Mammutbus per le strade della sannita Airola agli inizi di settembre.

Purtroppo le cose non sembrano invece essere troppo migliorate. Se i progressi delle scienze sociali e la sempre crescente normative a tutela dei cittadini hanno prodotto indubbi miglioramenti in termini di igiene e salute pubblica, non mancano tuttavia gli effetti collaterali e quelli causati della crisi economica internazionale. I tagli al sociale e alla cultura, ad esempio,  hanno costretto i pochi enti superstiti che ancora si occupano di marginalità ad abbassare enormemente gli standard professionali: operatori sociali impreparati e mal pagati è facile che portino sgarrupo più che aiuto. Così la montagna di normative che impone alle scuole misure a protezione della salute e dell’incolumità degli alunni, finisce talvolta  per dimostrarsi controproducente. Chi frequenta la scuola sa che oggi la domanda/muro che più spesso ci si sente fare è: “e se si fa male”? Mentre nessuno sembra più chiedersi “e se si fa bene”? Del resto la percezione che molti bambini hanno di trovarsi ingabbiati è talvolta più vera che mai, in un equilibrio tra protezione e spinta all’esplorazione (elementi entrambi indispensabili per una crescita sana)  sbilanciato verso le ansie da protezione. Così anche a  Napoli molti dei danni causati alla salute psicofisica di bambini e ragazzi, più che da abbondono e incuria, sono  frutto di  atteggiamenti  fobici verso gli  spazi pubblici o non controllabili direttamente o indirettamente dai genitori. 

E’ a partire da queste considerazione che abbiamo invitato insegnanti e bambini  a contribuire alla nostra piccola inchiesta su scuola e salute,  inviandoci il proprio racconto di quella giornata in cui aiuto significò sgarrupo.

La II edizione del concorso “Giornalista per un mese” voleva promuovere consapevolezza cittadina  attorno ai temi di scuola e salute, collocandosi nella più ampia ricerca “Il Mito del Mammut”, i  cui esiti verranno pubblicati  a febbraio 2015.

 

 

Regolamento del concorso

1 – Il concorso inizia il 1 ottobre e termina il 10 novembre 2014.

2 -  Il concorso si rivolge alle scuole materne e elementari e si compone di due sessioni:

           -  per insegnanti delle scuole materne ed elementari

           -  alunni scuole elementari

3-  I manoscritti dovranno comporsi di massimo due cartelle e pervenire presso il centro territoriale Mammut entro e non oltre il 10 novembre.

I manoscritti potranno essere recapitati all’indirizzo Giovanni Paolo II 3-6, 80144 Napoli, oppure via mail all’indirizzomammut.napoli@gmail.com.

4 -  I manoscritti potranno contenere anche foto, disegni, fumetti, sempre però nei limiti delle 2 cartelle

5 -  II racconti dovranno riguardare una situazione concreta, realmente accaduta, tentando di riportare il maggior numero di riferimenti spazio temporali relativi all’episodio narrato.

Verranno preferiti racconti improntanti ad uno stile ironico e sarcastico, ma non lamentoso.

I manoscritti non verranno restituiti.

 

6 -  gli insegnanti che vorranno partecipare dovranno riportare sul proprio elaborato:

a) proprio nome, cognome e recapito postale e telefonico

c) dati identificativi della scuola e della città dove l’aneddoto è avvenuto

d) dati identificativi della norma (legge, circolare ministeriale, direttiva, circolare d’Istituto…) che proponendosi di tutelare e promuovere la salute in ambito scolastico ha invece dato vita all’episodio dannoso  per la didattica e/o la  salute psicofisica di alunni e docenti.

7) gli alunni scuole elementari che vorranno partecipare dovranno  invece:

a) inserire dati identificativi propri e della scuola dove l’episodio è accaduto

b) riportare un episodio in cui un proprio genitore o altro parente, un amico, un insegnante, un educatore o qualsiasi altra persona volendolo proteggere e aiutare a non farsi del male o a star meglio, ha invece finito per causargli un danno ulteriore.

c) Verranno preferiti gli aneddoti accaduti in un ambito di apprendimento (anche se informale e  non scolastico, come ad esempio quella volta che il tuo papà stava insegnandoti ad andare in bicicletta e…)

d) verranno preferiti i racconti più facilmente riconoscibili come autentici, ovvero scevri dall’intervento adulto.

 

8) Premio e giuria

a) Il  primo classificato della “sessione insegnanti”  vedrà il proprio racconto pubblicato sul quotidiano “Il Mattino”

b) il primo classificato della “sessione alunni” vedrà pubblicati i propri racconti per un mese sulle pagine del quotidiano “Il Mattino”.

 

La selezione dei racconti vincitori verrà effettuata in maniera insindacabile da una giuria nazionale nominata dagli organizzatori e  composta da esponenti del mondo della cultura, dell’educazione e della pedagogia.

9) presentazione/lancio concorso

Il concorso viene lanciato attraverso la stampa e altri canali istituzionali e comunicativi che hanno dato la propria disponibilità a contribuire.

Il Mammutbus provvederà direttamente al lancio del concorso per un numero limitato di scuole che ne faranno richiesta nel seguente modo:

  • presentazione aperta tutta la scuola (in un’ampia sala dotata di tecnologie idonee alla proiezione). Nella quale dagli operatori Mammut viene narrata una storia input e illustrata la consegna a bambini e insegnanti
  • per un numero limitato di classi verrà poi proposto un laboratorio  attorno e dentro al Mammutbus dove:

a) esibiranno il proprio biglietto ( costituito dalla storia inventata in classe con la maestra prima di scendere nel cortile dove c’è il Mammutbus);

  1. parteciperanno alla narrazione per piccoli gruppi all’interno del camper;
  2. produrranno il manoscritto con pennarelli, tempere e altri materiali anche a seguito dello  stimolo ricevuto all’interno del camper;

Negli intervalli tra un sottogruppo e l’altro i bambini giocano con gli antichi giochi della tradizione popolare contenuti nel Mammutbus.

Al termine della mattinata vengono ritirati tutti gli elaborati delle classi che hanno partecipato alla presentazione collettiva (anche di quelle che non sono venute nel Mammutbus).

Info e contatti: www.mammutnapoli.org;

081 7011674 - 3385021673 - 3394050924

 

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